Un libro e una rosa

Seme di carta.
Profumo di legno.
Petali
di vento…
Porta spalancata.
Fogli’e gambo
di
mareggiata.

Il 23/04/2022, c’è stata la Giornata Mondiale del Libro.
Durante la quale, in almeno alcune parti della Spagna, ci si regalano libri, e… Rose!
Per saperne di più, vi lascio qui sotto il link dell’articolo che il sito Libreriamo ha scritto su questa usanza:

Di due libri in particolare, in occasione di questa ricorrenza, mi sento di parlarvi…
Entrambi scritti da Philippe Lechermeier, e illustrati da Rébecca Dautremer:

Il Diario Segreto di Pollicino”

&

Principesse. Dimenticate o Sconosciute”

El ave del silencio, y los lobos mexicanos

 « 

Las fechas
son un intento de darle más olor
a los acontecimientos.
Crearles una continuidad.
De adornar el tiempo
para que de vez en cuando
sea tradición,
y motivo de sonrisas.


Érase una vez, un ave que siempre volaba al revés. Se trataba de un ave que, quizás, podría sorprenderles un poco: era, en efecto, un ave del silencio.
Y, como todos los aves del silencio, tenía voz para cantar solamente una vez al año. Este pequeño detalle no representaba ningún problema para el ave. La música nace, según el parecer de estos aves, de un diálogo con el silencio. Es el misterio concreto de los sentimientos sin nombre, de los que eligieron no tener uno para seguir siendo libres.
Y, en el silencio, su corazón y su alma cantaban a menudo. Y cada vez que lo hacían, él sentía que algo en él tomaba oxígeno, descubriendo, cada vez un poco más, lo que significaba Vivir.
Al contrario de una buena parte de los aves del silencio, a él no le molaba llevar la misma vida que un monje sobre una montaña. Él prefería viajar. Así que, a esto dedicaba su vida: a los viajes. Esperando, algún día, enamorarse de alguien con el cual viajará toda su vida. Y, una vez al año, iba a visitar a sus amigos de toda la vida, los lobos mexicanos, para llegar en el día en el que iba a poder cantar con ellos toda la noche, para una fiesta colorada y memorable en la cual bailar, ulular y celebrar su Amistad. Aquella era la fecha que, entre las fechas de todo el año, les daba más motivos para sonreír. »

__________________________________________

«

Le date
sono un tentativo di dare più odori
agli avvenimenti.
Creargli una continuità.
Di adornare il tempo
affinché di tanto intanto
sia tradizione,
e motivo di sorrisi.


C’era una volta, un uccello che volava sempre al contrario. Si trattava di un uccello che, forse, potrebbe sorprendervi un po’: era, in effetti, un uccello del silenzio. E, come tutti gli uccelli del silenzio, aveva voce per cantare solamente una volta all’anno. Questo piccolo dettaglio non rappresentava alcun problema per l’uccello. La musica nasce, secondo il parere di questi uccelli, da un dialogo con il silenzio. È il mistero concreto dei sentimenti senza nome, di quelli che hanno scelto di non averne uno per continuare ad essere liberi. E, nel silenzio, il suo cuore e la sua anima cantavano in continuazione. Ed ogni volta che lo facevano, sentiva che qualcosa in lui prendeva ossigeno, scoprendo, ogni volta un po’ di più, cosa significava Vivere.
Al contrario di una buona parte degli uccelli del silenzio, a lui non ispirava in assoluto l’idea di avere la stessa vita di un monaco su di una montagna. Lui preferiva viaggiare. Cosicché, a questo dedicava la sua vita: ai viaggi. E, una volta all’anno, andava a trovare i suoi amici di tutta la vita, i lupi messicani, per arrivare il giorno in cui avrebbe potuto cantare con loro tutta la notte, per una festa colorata e memorabile durante la quale ballare, ululare e celebrare la loro Amicizia. Quella era la data che, tra le date di tutto l’anno, dava loro più motivi di sorridere. »

Per la trentacinquesima pubblicazione della Rubrica Improvvisazione, e per il post numero 102 di Poesia in Onda, in questa piccola… Favola (?), volevo provare a parlare delle ricorrenze, delle « Feste » insomma, ma anche del Lupo, il quale è ancora una specie a rischio, in particolar modo in casi come il Lupo Messicano, per l’appunto (se ho capito bene, nel 2021 vi erano soltanto 35 lupi messicani), considerato « in pericolo di estinzione », mi pare, dal 1976…

Rwanda

Tra il 7 di aprile ed il 15 luglio del 1994, avvenne il genocidio dei « Tutsi », da parte degli « Hutu », nel Rwanda.
Uno spettacolo in francese (di sei ore) è stato creato su e per testimoniare su questo sterminio, dalla compagnia Groupov, « Rwanda 94 », oggi disponibile nella sua versione cartacea e tramite qualche video in rete.

Nel libro « L’Effacement, un poète au coeur du génocide des Rohingyas », di Mayyu Ali e di Émilie Lopes, in una frase che ho già tradotto nel post « Giornata della Poesia », si parla del genocidio del Rwanda.
Secondo la definizione della Treccani, un genocidio è :

« Sistematica distruzione di una popolazione, una stirpe, una razza o una comunità religiosa.
Il termine fu utilizzato per la prima volta dal giurista Raphael Lemkin per designare, in seguito allo sterminio degli Armeni consumato dall’Impero Ottomano nel 1915-16. »

Un gigantesco punto interrogativo sembra sovrastare sia questa parola, che ogni sua possibile definizione precisa ed arzigolata. Perché ? Perché ? Perché ?

La citazione (e la mia traduzione della stessa) della pagina 103 del libro di Mayyu Ali ed Émilie Lopes, che sto per postare qui sotto, non risponde a questo punto interrogativo. Ho l’impressione, in compenso, che possa rappresentare un perché dell’esistenza di tale punto interrogativo:

« J’ai toujours essayé de comprendre l’autre, même le pire des criminels. Comprendre ne permet pas d’excuser mais de ne pas commettre les mêmes erreurs et d’accepter aussi ce qui nous arrive. Je me mettais à la place d’Aung Naing, de mes voisins bouddhistes, du gouvernement, des militaires. Qu’avait-il bien pu se passer dans leur tête ? Comment peut-on se lever le matin, regarder son enfant, jouer avec lui, lui souhaiter une bonne journée et quelques heures après, prendre une machette et tuer l’enfant d’un autre ? »

« Ho sempre provato a comprendere l’altro, anche il peggiore dei criminali. Comprendere non permette di scusare, ma di non commettere gli stessi errori e, anche, di accettare quello che ci succede. Io mi mettevo al posto d’Aung Naing, dei miei vicini buddisti, del governo, dei militari. Cosa poteva essere successo nella loro testa ? Come ci si può svegliare al mattino, guardare il proprio bambino, giocare con lui, augurargli una buona giornata e, qualche ora più tardi, prendere un machete ed uccidere il bambino di qualcun’altro ? »

Teatro Periferico

Ho “conosciuto”, saputo dell’esistenza del Teatro Periferico nel non poi così ravvicinato (ma neanche così lontano) 2017.
Più precisamente, venendo a conoscenza del loro progetto “Case Matte”, che trova le sue origini nello spettacolo “Mombello. Voci da dentro il Manicomio” del Teatro Periferico stesso. Dal 2015 al 2017, la compagnia, da Mombello di Limbiate a Genova, per poi passare per Reggio Emilia, l’Aquila, Aversa, Roma, Volterra, Firenze e Palermo (secondo quanto riporta il suo stesso sito) ha fatto rivivere, negli ex manicomi da loro designati, le testimonianze che aveva raccolto.
Per quanto, su questo argomento, la rappresentazione che tutt’oggi mi convince di più è quella scritta della novella “Il Diario di un folle” di Gogol.

Ci tenevo a parlare di questo suo progetto in particolare perché continuo a sperare, anche a distanza di anni, che un tour di “Case Matte” possa essere, un giorno, riproposto. Nel caso questo progetto teatrale abbia interpellato anche voi, esistono alcuni video dedicati ad esso in rete, come quello caricato da Teatro Periferico CassanoValcuvia il 23 settembre del 2015, di cui vi lascio il link qui sotto:


http://www.teatroperiferico.it/progetti-speciali/

http://www.teatroperiferico.it/stagione-2021-2022-2a-parte/

Carro armato

04/04/2022

Carro armato

Click!
Coperchio chiuso.
Cronometro.
Attivato.
Orbita insanguinata.
Occhio
sparato in aria.

Il “finale” che è stato scelto per il video pubblicato da ARTE (canale televisivo francese) su Youtube, “Tigré, insoluble conflit”, il 03/01/2022, ha particolarmente influenzato la nascita di questi versi.
Oggi siamo il 4 aprile del 2022. Il 4 aprile del 1938, invece, nacque Erminia Dell’Oro. Nel 1988, uscì il suo libro “Asmara Addio”, che personalmente lessi tanti anni fa: si tratta del racconto autobiografico dei primi vent’anni dell’autrice, durante i quali visse in Eritrea, all’epoca colonizzata dall’Italia.


9.Gelsomino

01/04/2022

Una figura luminosa
si staglia
dietro una foresta di ragnatele
nere.
Mani
di fiocchi di gelsomino.
Occhi di pioggia
cantata…

I suoi petali si stiracchiano al sole, pallidi e stropicciati. I suoi pensieri si districano dai nodi delle foglie, per librarsi nell’aria. L’anima tutta arruffata si siede a gambe incrociate, sbuffando verso una ciocca dispettosa che non la smette di svolazzarle davanti agl’occhi. Prende un thé con gli amici. Ride, scrollando le spalle sciolte. Cristallina. Inosservata.
Muove qualche passo, distrattamente, su delle piccole gocce di soffi d’aria.
Gelsomino offre un paio di occhiali al naso di un Incanto. Discreto, riprende la mano, il filo del discorso, del cammino, che aveva momentaneamente lasciato, ed avanza, sorridendo, fantasticando. Senza voltarsi verso le orme che stanno evaporando.
Perché la Fantasia fa naturalmente e semplicemente parte dell’essere, del sentire; dell’esistere, del reinventare e del reinventarsi. Del creare. E del creato.

… La nona pubblicazione di Parole. Nella quale vorrei anche parlarvi della Fata Giunchiglia che volteggia e svolazza per il blog Pointes Palettes Partition, delle Margherite sfogliate da Pat, a Fabulasie, ma anche delle Primule che, intraprendenti, sono spuntate a Comodamentesedute. Nonché della raccolta sui Fiori di Centoquarantadue, una raccolta della loro Rubrica “Emozioni e Sensazioni”, delicata e profonda al contempo, capace di farvi entrare nel mondo dei protagonisti delle brevi storie già dalla prima frase.
Vi lascio i link dei post qui sopra citati, e quello dell’ultima pubblicazione (almeno fino ad oggi) della raccolta sui Fiori di Centoquarantadue, “Non ti scordar di me”, qui sotto. “Non ti scordar di me” è una dedica a Filippo Fenara, una dedica dolce alla persona che coltivava uno dei primi blog che ho seguito qui su WordPress, Le Mie Cose, e che me ne ha fatti scoprire tanti altri… A lui, a Centoquarantadue, a Gigiuanna, a Pat e a Lisa Pascaretti, desidero semplicemente dire Grazie. Grazie di aver condiviso, e di continuare a condividere con noi!
Per quanto, in questo periodo, un altro fiore che difficilmente può non venirci in mente, è il Papavero, quello raccontato da Fabrizio De André, lo stesso che, in gruppo, veglia sul riposo di Piero, e di tutte le persone morte a causa della guerra…

Esplosioni di sangue

25/03/2022

Esplosioni di sangue

Insanguinato.
Ramo.
Vento in polvere
calpestato dalle bombe.

Insanguinato.
Albero.
Serpente nero
venduto al mercato.

Dissanguato.
Drago.
In nebbiose foreste.
Nell’Oblio.

Esplosioni
di Sangue di Drago,
di braccia, di gambe, occhi, di bocche dai sorrisi negati, 
nello Yemen.

Nomade

23/03/2022

Il 23 marzo del 1945, nasceva Franco Battiato… Morto il 18 maggio del 2021, è stato un cantante italiano iconico, che ha cantato in diverse lingue.
Nel 1999, per sempio, uscì il suo album “Fleurs”, dove si può trovare la canzone “Che cosa resta?”, bellissima traduzione ed interpretazione della canzone del 1975 “Que nous reste-t-il de nos amours?” di Charles Trenet.
Grazie ai due canali Youtube Franco Battiato (topic) e Charles Trenet (topic) per aver condiviso con noi, rispettivamente, il 30 luglio del 2018, ed il 6 novembre del 2014, queste due canzoni… Ma come non citare anche “Nomadi”, canzone di Franco Battiato del 1988?


“Camminatore che vai,
cercando la pace al crepuscolo:
la troverai…
La troverai…
Alla fine della strada.”

Giornata della Poesia

Per la Giornata della Poesia, vorrei riparlarvi di Mayyu Ali.
Questa è una citazione di un testo di questo Poeta del nostro tempo:

<< Dopo il genocidio dei Tutsi in Rwanda nel 1994, il mondo ha detto “mai più”. Il nostro genocidio avviene sotto i suoi occhi. Il mondo ha fallito. In quanto sopravvissuto, non voglio che questo si riproduca e che altri, come me, conoscano il sapore della cancellazione. >>

“Cancellazione” è anche il titolo del suo secondo libro, “Erasure”, scritto in francese insieme ad Émilie Lopes, disponibile all’acquisto dal 9 marzo 2022.
Troverete qui sotto sia il link per comprare il suo primo libro (una raccolta di poesie, da come sembra parlarne Mayyu Ali), EXODUS: Between Genocide and Me”, che quello per poter comprare “L’effacement, un poète au coeur du génocide des Rohingyas”. Nonché il link del suo account twitter, nel caso lo abbiate e possa interessarvi.

https://www.fnac.com/ia9277013/Mayyu-Ali

https://www.librest.com/livres/l-effacement–un-poete-au-coeur-du-genocide-des-rohingyas-mayyu-ali-emilie-lopes_0-6393695_9782246821694.html