Paola ed Hilary

24/09/2021

La vita, a volte, sa essere veramente buffa. Probabilmente non sto usando il termine più adatto alla situazione, ma pazienza.
Non siamo né il 6, né il 9 aprile. Maddai. Eppure, in questo periodo, ho riscoperto l’anime di “La leggenda di Hilary” per puro caso e, con lui, l’interpretazione di Paola Tovaglia. E, con un paio di ricerche in più, ho anche scoperto una canzone dolcissima, a lei dedicata, da Manuel De Peppe e da Enzo Draghi. Questa splendida doppiatrice, cantante e conduttrice, in effetti, è morta il 6 aprile del 1994. Nata il 6 aprile del 1965.
E quando il caso ci mette così tanto lo zampino, come si fa a dirgli di no? Questo piccolo spazio che è la sesta pubblicazione della rubrica Improvvisazione desidera oggi, quindi, rendere un piccolo omaggio proprio a lei: Paola Tovaglia. Ci tengo a ringraziare sia cdmiky, per aver caricato la suddetta canzone nel 31/07/2007, che Sigle Cartoon e Poi per averci riproposto, il 24/02/2019, la canzone “Se stai qui con me” di Paola Tovaglia dell’anime “La leggenda di Hilary”.
Si tratta di un anime sportivo che omaggia la ginnastica ritmica e, ad essere sincera, ho sempre trovato le sue animazioni (in particolare quelle delle esibizioni e degli allenamenti delle ginnaste) di una delicatezza e di un’eleganza meravigliose, capaci di creare un’estetica che mi lasciava senza fiato. Tutti i video del caso sono caricati sull’omonima piattaforma di Youtube.
Sono fermamente convinta del fatto che in questo mondo vi sia tanto bisogno, ogni giorno, di bellezza, di tenerezza, di allegria, di leggerezza; di fantasia. Di delicatezza. Di passione, di volontà, di spontaneità. Di Amore. E di Poesia.



https://www.youtube.com/watch?v=6h914BITx7c

https://www.youtube.com/watch?v=qV3zZip5GU8

6.Casa

14/09/2021


Dicono che, durante il viaggio della vita, si possa avere persino l’occasione di brindare insieme a Spensieratezza, di ballare con Libertà, di cantare abbracciati ai numerosi fratelli Sogni, di ridere strillando frasi a caso a braccetto con Allegria, e di guardare le stelle con Gioia. La Gioia di essere Vivo.
Aprire gli occhi: verso questo nuovo giorno. Un nuovo giorno: per piangere, ridere, provare a comunicare, ascoltare, ascoltarsi; per tremare, provare, urlare, calmarsi, gioire, innervosirsi, incazzarsi, vomitare, sperare, disperarsi, sognare ancora o di nuovo, sorridere, , spaventarsi, viaggiare, in ogni e con ogni senso… Vivere.
Verso un nuovo giorno per
Vivere.

Assurdità.
La parola mi riempie la testa a grandi passi, ergendosi in tutto il suo ampolloso splendore.
Assurdità.
Un po’ come la banalità. Queste parole dal retrogusto di critica, cercano di giustificare con un’accusa il loro non essere sale, zucchero, pepe o burro.
Burro.
Una parola morbida, nella quale mi avvolgo serena, come in un piumino. Mi coccola, e per sorridermi prende anche la forma di una barca.
Pepe.
Ne spruzzo un po’ sul naso. Non starnutisco: scoppio a ridere.
Lo zucchero è più birichino, un po’ insidioso.
Sale.
Il sale è l’essenziale. Il sale ha il sapore del mare.
Scontata.
Lo sconto che mi permette di sentirmi rilassata, prima di andare a dormire. Una maschera per il cuore di aria fresca, bolle di sapone e piume di cuscino. Un bagno di ossigeno.
Una crema di nuvole per il viso. E una di mezzaluna per le mani.
Originale.
Ma che sfida è? In mezzo a quante etichette cerchiamo, ogni volta, di ritrovare… ?
Autentica.
… Casa.
Sentirsi a Casa
Sentirsi Casa.
Profumo di Casa.
Casa…
Casa.
Casa.

… La sesta pubblicazione di Parole. E l’augurio di un’ottima settimana a tutti!

Fatina Blu, Fatina di Luce

10/09/2021

…Come? Ancora Julsiji? Anche per la sesta pubblicazione della rubrica Poesie? Ebbene sì: ancora Julsiji.
La sua illustrazione è andata, in effetti, ad unirsi alla poesia nella quale, come avrete potuto notare, ho chiesto aiuto al mondo del Piccolo Popolo, per parlare della nascita… E della morte.
Vi lascio, come sempre cerco di fare, tutti i link del caso qui sotto:

justjulsiji.wordpress.com

https://www.instagram.com/julsiji/

Des fleurs dans la brume

30/08/2021

Des fleurs dans la brume

Le sang des rumduols
coule, se répand
sur les blessures
des fleurs de lotus.
Sur des papiers
en frangipaniers
s’écrivent
les restes
d’un passé barbouillé:
des pétales
qui essaient d’éclabousser
les fragments
d’un présent
brumeu.

Il sangue dei rumduol
cola, si espande
sulle ferite
dei fiori di loto.
Sui fogli
di frangipane
vengono scritti
i resti
di un passato imbrattato:
dei petali
che cercano di gocciolare
sui frammenti
di un presente
nebbioso.

Rieccoci ad una nuova puntata (se, vabbé) di Poesia e Attualità.
Tra il 1975 ed il 1979, si estima che i khmer rossi, del partito Kampuchea, uccisero, distrussero, tra l’un milione e mezzo ed i due milioni di cambogiani.
Mi sento di consigliarvi, riguardo a questo genocidio, se siete resistenti di stomaco e volete saperne di più su quanto accaduto, la visione del film del 2002 “Khmer Rouge, Killing Machine S-21 – Red Khmer, “Khmer Rossi, la macchina di morte S-21 – Red Khmer” in italiano, di Rithy Panh. Potrete trovare qui sotto sia la sua versione con i sottotitoli in inglese, pubblicata su Youtube da Rithy Nong il 01/06/2016, che quella con i sottotitoli in italiano, caricata sempre su Youtube, da Vittorio Relazioni, nel 18/12/2014.
Poi, più giù, potrete anche trovare il link di un articolo del New York Times, scritto da Seth Maydans, pubblicato il 17/08/2021. E, infine, vi lascio qui sotto il link per ascoltare la canzone “Cambodia”, di Kim Wilde: una canzone del 1981, caricata su Youtube da NoMadU55555.

5.Quotidianità

26/07/2021


I bambini ci portano a rivoluzionarci, rimetterci in questione ogni singolo giorno della nostra vita. Non c’è nulla di più vivo di un bambino che si aggrappa agli appigli presenti in sala per mettersi in piedi per le prime volte. Di una bambina che ti sorride dispettosa e si mette a correre intorno ad un tavolo, nonappena ha finito di pranzare.

-Linda, Aurélie non ha finito di mangiare! Lasciamola pranzare in pace.-

La prendo in braccio come se fosse una principessa, facendola saltare come un canguro per tornare alla stanza dei giochi dei “grandi”: entrambe sappiamo benissimo che se lei si mette a correre intorno al tavolo appena finito di ripulire il suo piatto, è per l’istinto sbarazzino di “vedere che cosa succede se lo faccio”. E quando “quello che succede”, è il salto del canguro, Linda si mette a ridere come se non ci fosse un domani. Se mai dovesse stabilirsi la prima regola da trovarsi in ogni scuola, di qualsiasi tipo, io voterei a mani basse per quella di cercare di divertirsi il più possibile. Poi, Cristina raggiunge la sala giochi dalla sala da pranzo, ed io torno da Aurélie, che ha appena finito di mangiare. Non tarda a correre verso la sala giochi, con entusiasmo. Dopo essersi lavata ed asciugata le mani ed il viso, comincia a giocare… Fino a quando non arriva, per ogni bambino, il momento di andare a letto, per farsi una bella siesta ristoratrice. Minuto dopo minuto, si passa, tra un addormentamento, un risveglio e l’altro, alle ore, fino a giungere a quello della merenda. Mentre cambio il pannolino di Miriam, che ha fatto la cacca, Corrado arriva per dare il cambio a Cristina, ed incanta i bambini con il suono della sua chitarra. Quando io e Miriam ci ricongiungiamo a loro, Riwan, fresco, allegro e riposato, ci corre incontro, con indosso il vestitino rosso elegante dell’area “travestimenti”, esclamando, tutto felice ed orgoglioso:

-Guarda, guarda!-

0% intenzioni particolari, se non quella di esprimersi liberamente, e 0% complessi.

-Wow! Sei molto elegante, Riwan! Ti sta davvero bene, tesoro.-

Gli sorrido teneramente, mentre lui continua a correre e a ridere, contento, fino a che non arriva vicino a Miriam, e le offre, molto galantemente, il braccio, proponendole di andare nella tenda con lui, Teo ed Aurélie. Miriam accetta, ridendo ed agitando le mani, stringendo in esse il suo tigrotto di peluche, fidatissimo compagno di avventure, ed il suo ciuccio, non tardando a rimettersi quest’ultimo in bocca, per dare la mano a Riwan. Fregandosene altamente di cosa indossa o non indossa. Se si è messo lo smalto o meno. Perché quei dettagli, quelle scelte estetiche personali, non hanno, ai loro occhi, la benché minima importanza.



… La quinta pubblicazione di Parole.

Il Piccolo Giardino

17/03/2021

Gabrielle

Corolla di petali di raggi di sole
incorniciano due orecchie sempre
curiose ed attente.
Sguardo deciso, sveglio;
comunicativo.
Due guance rosee
ricoprono
il suo sorriso
come una coperta di pesche
in cotone.

02/07/2021

Valentin

In partenza.
Sempre in partenza…
Come un Treno-Freccia.
Un Treno-Fulmine!
Un Treno-Valentin.
Un ruffiano buffo,
che non ha tempo da perdere.
Sguardo vivo,
che sa quello che vuole…
Che parte all’avventura.
E che, occasionalmente,
sa anche come farsi sentire.

02/07/2021

Ruben

Un sourriso che accoglie,
uno sguardo
sempre pronto per scherzare.
Esploratore senza eguali,
i suoi passi s’intrufolano
ovunque e dappertutto
per tutto sapere
e tutto scoprire.
Per tutto provare…
E per tutto
riparare.

02/07/2021

Lucas

Sguardo da esploratore.
Avventuriero
dalle strategie fini,
che vanno dritte al punto.
Dagli sguardi perforanti,
comunicativi.
Dai silenzi, dalle risate
pieni di vita, di volontà;
e di giochi.

02/07/2021

Alec

Verde-Foresta.
Verde-Meravigliato.
Verde-Esplosivo.
Una pioggia
di stelle e di emozioni:
questi passi
che costruiscono i loro cammini
in questa vita
e con il sorriso
sempre pronto a rifare capolino
sul suo rotondetto viso.

02/07/2021

Lucien

Piccoli passi verso l’alto.
Degl’occhi
sempre pronti a ridere,
e ad esprimere le sue emozioni.
Osservatori,
seguono una sete di apprendimento
che va aldilà di tutto
e che non ha più voglia di pazientare.

02/07/2021

Lisa

L’iniziativa della camminata.
Piano, piano, si ambienta, si appropria lo spazio.
Il suo sguardo, la sua pelle analizzano
e costruiscono la loro fiducia.
Nelle sue passeggiate,
nei suoi giochi…
Nei suoi gesti.
I suoi passi prendono forma.
Ed i suoi sorrisi, i suoi sguardi,
il suo essere…
Piano, piano,
fioriscono.

06/07/2021

Piccola Lou

Degli occhi che osservano
profondamente
intorno a loro.
Dei passi che aspettano,
studiano il cammino,
prima di avanzare
con il sorriso a trentadue denti:
dolce
come i petali di un fiore.
Profumato
come l’aria della primavera.

06/07/2021

Jane

Sorriso che vagabonda,
degl’occhi che, dietro la frangia,
si nascondono;
ma non tardano di certo
a saltare dalla gioia
quando dei raggi di sole
li ritrovano
trai chiari fili dei suoi capelli.
Sguardo deciso,
che raramente esita
a cercare di portare a compimento
le sue idee.

06/07/2021

Sidonie

Equilibrio da acrobata.
Sorriso che balla
senza sosta.
Emozioni
che prendono il volo
senz’attese
né deviazioni.
Dei soli scintillanti
cantano la verità del suo cuore
nei suoi occhi come il prato
verdi.

06/07/2021

Émile

Luce del mattino.
Luce di primavera.
Sguardo che cerca.
Sguardo che chiama.
Blu
del canto degl’uccelli.
Chiaro di fiume.
Sensibilità
che scorre e va da sé.
Sorriso
che corre e che vola
alla ricerca
di avventure e di amore.

06/07/2021

Célestine

Un sorriso che tocca il cielo.
I suoi boccoli rossi
rimangono abbagliati
dai suoni della sua risata.
Le sue mani
vanno spesso alla ricerca
delle fronti dei più piccoli
per lasciarvi una carezza.
Una sensibilità a prova di bomba.
Uno sguardo
sempre pronto a rialzarsi
e a brillare
verso la vita.

06/07/2021

Anselme

Tenero sorriso
che incrocia gli sguardi.
Alla svelta pronto alle risate,
a esplorare e di tutto
nutrirsi.
La vita avanza,
senz’affrettarsi.
Come le nuvole
ispirate dal vento
vola, sembra sognare ad occhi aperti;
cresce.
Vive.

Essendo queste le mie prime settimane dopo l’asilo nido francofono “Il Piccolo Giardino”, ho deciso di dedicare anche la quinta pubblicazione della rubrica Poesie a quelle che ho scritto per i bambini del suddetto nido, i miei follettini.
Questo secondo “piccolo” gruppo di “Ritratti Poetici” vorrebbe presentarvi, infatti, i bambini della classe dei più piccoli (la loro età va dai 5 mesi all’1 anno e mezzo-provate a capire, attraverso la lettura, se vi va, chi trai bambini potrebbe avere 5 mesi, e chi 1 anno!).
Grazie di tutto anche a voi, les choux d’amour. Che questa vita possa apportarvi, nonostante tutto e tutti, tanti momenti felici, e farvi incontrare altrettante persone meravigliose.
Vi voglio tanto bene.

Info maillage


02/08/2021

Info maillage

Sogni tormentati.
Bombe a ripetizione.
Militari Incubo.
Militari Reali.
Sono sveglio?
Mi stanno davvero chiedendo…
Quanti anni ho?
Ma che ore sono, Papà?
Le Armi da Fuoco:
i nuovi Ospiti d’Onore.
Di quelli che ti entrano in casa in piena notte.
Così, senza un vero perché.
“… Perché se lo possono permettere.”
Paura.
Fuori dai Sogni tormentati.
Paura.
Vita.
Paura.
Da Incubo.

Amira Hass, giornalista e scrittrice israeliana residente in territorio palestinese, è conosciuta soprattutto per gli articoli pubblicati sul quotidiano Haaretz.
Mi sento di consigliarvi, oltre all’intervista (per quanto, ormai, datata assai) fatta alla giornalista nel 09/12/2011, da Bocche Scucite, anche gli articoli, di diversi giornalisti, pubblicati regolarmente su PC – Chronique de Palestine.
Io vi lascio, qui sotto, il link dell’articolo pubblicato sulla suddetta piattaforma il 14/07/2021, scritto da Jonathan Cook.

https://www.haaretz.com/

http://www.bocchescucite.org/palestina-intervista-ad-amira-hass/

Effacement

25/07/2021

Per questa quarta pubblicazione della rubrica Improvvisazione, desidero parlarvi di nuovo di Mayyu Ali, del quale avevo già parlato nel post del 13/03/2021, intitolato “Uova Azzurro Cielo”, del quale vi lascio il link qui sotto.
Il suddetto poeta Rohingya ha, oltre ad un account Twitter, Mayyu Ali, anche un canale YouTube, chiamato sempre Mayyu Ali.
Vi lascio i link di tutti i suoi video qui sotto, in ordine crescente di data di pubblicazione, fino al suo sesto video, l’ultimo reso a noi visibile, del 22/04/2020.
Il suo libro “Exodus: between Genocide and Me”, tradotto da Émilie Lopes in francese, ed il cui titolo francese sarebbe “L’effacement ; un poète au coeur du génocide des Rohingyas”, ha come Casa Editrice quella di Grasset.
Ma… Non sono riuscita ad ordinarlo. Ed anche in libreria è risultato indisponibile, purtroppo. Speriamo di poter presto, anche nei paesi francofoni, nonché in quelli italici, venire realmente maggiormente a conoscenza di quello che è accaduto, e sta accadendo, al popolo dei Rohingya, e che questa ed altre traduzioni del libro autobiografico di Mayyu Ali (e, magari, anche di altri!) possano essere ristampati, o stampati per la prima volta, e rimessi, o messi, in vendita.
Vi lascio, come ultimo link, quello di France Loisirs per comprare, almeno in teoria, il libro “L’effacement ; un poète au coeur du génocide des Rohingyas”, sperando che, presto o tardi, il suddetto risulti nuovamente disponibile all’acquisto!

Uova azzurro cielo

https://www.franceloisirs.com/auteur/mayyu-ali

4.Freddo

02/2020
19/07/2021

Le persone senza fissa dimora presenti sono state “spostate” da una delle piazze più grandi del centro. Nel senso che sono state “caldamente invitate” a farsi da parte fino all’una, l’ora della chiusura dei locali. Alcune di loro, nei dintorni al di fuori della piazza, sono già infilate ed addormentate dentro i propri sacchi a pelo. Saranno circa sei o sette, un po’ sparpagliate, spesso nascoste in degl’angoli.
Una donna corre in direzione di una strada bloccata al transito dei veicoli. Un ragazzo si rivolge ad Annie, con un volume di voce normale, ma con un tono decisamente preoccupante nella sua aggressività malcelata:

<< Meglio che ve ne andiate. La mia donna ha dato della mignotta a mia madre, vi sembra normale a voi? La prendo a calci, a quella deficiente. >>

Una disputa di coppia. “Disputa”. “Coppia”. L’hanno visto buttarla a terra, prenderla a calci e pugni. Carmen, la caposquadra, non ci ha visto più: l’ha ripreso duramente e si è subito diretta verso “la sua donna”, che si era allontanata.
Ha il volto gonfio. Gonfio di occhiaie e di botte. Lei dice che è gelosa delle ragazze con cui si sente, di non aver mai insultato la madre di lui: deve troppo a sua suocera, dice. Tra le altre cose, le fornisce pure la droga. Ha bevuto alcool, ma a primo acchito non sembra ubriaca. Lui, invece, che è fatto di qualche sostanza “eccitante” si capisce lontano un miglio. Lei risponde che è la prima volta che lui si arrabbia così, che la spaventa, che la picchia: trema troppo per potersi permettere il lusso di crederci un solo istante.
Non vuole nulla da bere, né da mangiare. Neanche il thé. Ma fa così freddo, Sandra.
Carmen chiama la polizia, fa chiamare gli assistenti sociali. Si pente poco dopo. Lui si riavvicina alle due, arrabbiato e falsamente contenuto: non dice nulla sull’argomento, ma si capisce che lei sconterà il doppio, quando loro rimarranno soli.

<< Falli venire, falli venire: cosa volete che mi facciano, dopo? Se ne andranno così come saranno venuti. >>

Intanto, però, Carmen si frappone trai due.
Lui la minaccia, ma non osa toccarla: lei porta la divisa. Se fa del male a Carmen, rischia di finire in dei casini molto seri. Arrivano tre macchine della polizia e due dei servizi sociali del comune. Ma ciò non fa altro che aumentare la sua adrenalina. Perché è chiaro come il sole, da ciò che non dice, dal tremore costante, dal viso insistentemente rivolto verso il basso, dall’evidente sentimento di debito e di umiltà che traspare dalla sua voce ogni volta che pronuncia la parola “suocera”: Sandra non lo denuncerà mai. E senza la sua denuncia, la polizia non può fare niente.
Rimarrà quindi per sempre un innominato del passaparola, un senza nome nemmeno tanto famoso trai casi mai neanche iniziati?
Quando la polizia se ne va, i servizi sociali si avvicinano a lei per cercare di convincerla ad andare a dormire almeno in uno dei loro centri: ma rifiuta.
E quando anche i rappresentanti dei servizi sociali se ne sono andati, Sandra si alza dalla panca di marmo su cui si era seduta; si allontana. Lentamente, quasi con rassegnazione: ma con la fermezza di quelli che non si voltano indietro. Quanto è agghiacciante, annichilente il freddo che ti porti dentro, Sandra?
Carmen si guarda intorno per qualche istante, come alla ricerca di una soluzione miracolosa da prendere sottobraccio ed acclamare a gran voce: nemmeno lei riesce a trovarla.

<< Beh… Non c’è nulla da fare? Possiamo solo andare via? >>

Camillo detto “Millo” sbuffa una risata, che di divertita non ha nulla.

<< Sì, Carmen. Non c’è più nulla da fare. Adesso lui si ricongiungerà con lei, faranno la pace, e buona notte… >>

Quanta ironia amara in questa verità. Quando l’intero gruppo è rientrato nel furgone, lui si riavvicina, con una calma ed una nonchalance inesorabili, a lei, che si è seduta all’ultima panca di marmo della salita di quella strada.

<< Guardateli: pucci, pucci… >>

Millo ha sbuffato di nuovo: la “coppia” sta effettivamente ripercorrendo in discesa il marciapiede di questa strada bloccata dal basso, per tornare ai contorni della piazza da cui sono venuti. Quando coloro che non hanno una voce incontrano coloro che hanno le mani legate. O coloro che, in base alle vicende vissute ed alla propria personalità, si sono convinti di non avere una voce, e coloro che, in base alle vicende vissute ed alla propria personalità, si sono convinti di avere le mani legate?
… O questi pensieri non sono altro che gli ennesimi brandelli d’illusioni?
Siamo fatti di manie di protagonismo, qualche volta pure di quelle di eroismo, e di pasta frolla: della stessa sostanza dei sogni.

… La quarta pubblicazione di Parole